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Valutazione diagnostica e prognostica della patologia coronarica: ruolo dell’ecocardiografia sotto sforzo e delle tecnologie competitive


La patologia coronarica rimane la principale causa di morte negli adulti negli Stati Uniti. La tomografia cardiaca non-invasiva è attualmente fondamentale per la diagnosi ed il trattamento dei pazienti con patologia coronarica diagnosticata o sospetta. Le indicazioni generalmente accettate per valutare lo sforzo includono la conferma di una diagnosi di malattia coronarica, la valutazione della prognosi, la stratificazione del rischio pre-operatorio, e la valutazione della terapia medica.

L’ecocardiografia sotto sforzo e la tomografia computerizzata con singolo fotone rappresentano due tecniche non-invasive ben affermate per tutte le indicazioni precedentemente menzionate. Queste metodiche forniscono una sensibilità ed una specificità relativamente alte, ed un valore aggiunto oltre i fattore di rischio clinici.

La risonanza magnetica cardiaca ( CMRI – Cardiac Magnetic Resonance Imaging ) e la tomografia computerizzata multislice rappresentano nuovi strumenti di tomografia nella valutazione dei pazienti con patologia coronarica.
La CMRI offre una comprensibile valutazione cardiaca che include l’analisi del movimento della parete, la morfologia del tessuto miocardico, la perfusione miocardica di primo transito a riposo e sotto sforzo e la funzione sistolica ventricolare. È anche considerata una tecnica di prima linea per la diagnosi di determinate patologie strutturali del cuore, e per la quantificazione del volume della camera.
La tomografia cardiaca computerizzata permette una visualizzazione anatomica non invasiva dell’albero coronario. Essa possiede un’elevata utilità clinica, specialmente nella selezione di una popolazione di pazienti con rischio intermedio.

Tutti gli esami disponibili possiedono dei vantaggi e degli svantaggi,e nessuno può essere considerato appropriato per tutti i pazienti. La scelta del metodo di tomografia dovrebbe essere fatta su misura per ciascuna persona, basandosi sul giudizio clinico del rischio di un evento cardiaco, della storia clinica e del profilo dei fattori di rischio. ( Xagena2009 )

Mastouri R et al, Minerva Cardioangiologica 2009 ; 57 : 367-388


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